Glossario – G


Gas Serra

Sono chiamati gas serra quei gas presenti nell’atmosfera che riescono a trattenere, in maniera consistente, una parte considerevole della componente nell’infrarosso della radiazione solare che colpisce la Terra ed è emessa dalla superficie terrestre, dall’atmosfera e dalle nuvole. Tale proprietà causa il fenomeno noto come “effetto serra”. L’indice noto come Global Warming Potential (GWP, potenziale di riscaldamento globale), che rappresenta l’effetto combinato del tempo di permanenza in atmosfera di ogni gas e la relativa efficacia specifica nell’assorbimento della radiazione infrarossa emessa dalla Terra, è una misura di quanto un dato gas serra contribuisca al riscaldamento globale, commisurata alla CO2, assunta come parametro di riferimento e il cui GWP ha per definizione il valore 1. Il Protocollo di Kyoto regolamenta dal 1997 le emissioni dei gas serra ritenuti più dannosi, in particolare: CO2 – Anidride carbonica, N2O – Diossido di azoto, CH4 – Metano, esafluoruro di zolfo (SF6), idrofluorocarburi (HFCs), perfluorocarburi. 


Green Building

La nascita delle Green Building è strettamente correlata alla sostenibilità, letteralmente tradotta come “Costruzione Verde”, che sta ad indicare edifici progettati, costruiti e gestiti in maniera sostenibile ed efficiente. Con riferimenti alla bioedilizia, la sostenibilità ha allargato i termini del progetto alla sfera culturale. Da qui la nascita di nuove categorie di edifici: eco-building, edifici intelligenti e sensibili, green architecture, bio-architetture che, attraverso un’attenta progettazione degli spazi interni e di involucri avanzati e innovativi – e curando l’efficienza, il risparmio e la capacità di auto-produzione energetica – hanno dato vita a una nuova estetica della sostenibilità. Le fasi di progettazione, realizzazione e gestione di una green building sono influenzate da molti fattori come clima, riscaldamento globale, ciclo del carbonio, impronta ecologica, analisi del ciclo di vita, risorse rinnovabili, prestazioni energetiche, riciclaggio dei materiali edili ecc. Con l’obiettivo di promuovere l’adozione di politiche, metodi e strumenti per la diffusione dei principi della sostenibilità sono proliferati protocolli di progettazione e certificazione degli edifici (es. il metodo inglese BREEAM). 


Green Deal

Il Green Deal o Patto Verde, viene istituito nel 2019 ed è parte integrante della strategia della Commissione Europea per attuare l’Agenda 2030. È fortemente collegato all’S.D.G. 13, poiché comprende un insieme di politiche, che hanno l’obiettivo di far si che l’Europa raggiunga la neutralità climatica entro il 2050. Attraverso la revisione delle leggi già vigenti in materia di clima e l’introduzione di nuove leggi sull’economia circolare, sulla ristrutturazione degli edifici, sulla biodiversità, sull’agricoltura e sull’innovazione, l’U.E. si impegna a diventare il primo blocco di Paesi al mondo a impatto climatico zero.  Tra le misure adottate figura il “meccanismo di transizione giusta”, il quale affronta le ripercussioni socioeconomiche della transizione, concentrandosi sulle regioni, le industrie e sui lavoratori che dovranno far fronte alle sfide più pressanti, mobilitando circa 150 miliardi di euro provenienti da 3 fonti: Il Fondo per una transizione giusta, il Fondo InvestUE e Prestiti dalla Banca europea per gli investimenti.  


Green Washing

Ecologismo di facciata. Dall’inglese “green” – ecologico – e “whitewash” – nascondere, questo termine fa riferimento ad una ingannevole strategia di comunicazione in cui si celano attività inquinanti dietro un’immagine eco-friendly e di impegno per l’ambiente. Si tratta di aziende o istituzioni che nonostante gli effetti negativi delle loro attività produttive, costruiscono una falsa immagine di sensibilità “green” verso l’esterno. Questo fenomeno già presente negli anni 70 esplose successivamente negli anni 90 in riferimento ad alcuni casi di aziende americane del settore chimico petrolifero (ad esempio, DuPont, Chevron, the Society of Plastics Industry) che mentirono rispetto la loro condotta fingendosi “eco-friendly” ad una fiera svoltasi a Washington. Letteralmente un “lavaggio verde” attuato col fine di far trasparire una percezione positiva verso il consumatore. Nel corso degli anni ci sono stati molti casi di brand accusati di attività di marketing e pubblicità ingannevole di “green washing”. 


Greywater

Gli scarichi dell’acqua domestica si dividono in acque grigie e acque nere. Le acque nere provengono dallo scarico del WC e sono altamente contaminate. Le acque grigie provengono da tutti gli altri scarichi (lavandino, lavabo, doccia, lavastoviglie e lavatrice) e contengono solo 1/10dell’azoto totale e meno della metà del carico organico delle acque nere.  Sulla base di questa ripartizione circa il 70%, pari a 140 litri/abitante/giorno, sono acque grigie,mentre le acque nere provenienti dai WC sono solo il 30%. Tuttavia spesso si considerano gli scarichi del lavabo della cucina come acque nere a causa della presenza di residui solidi (cibo, olio di cottura,polvere di caffè, etc.). In questo caso la ripartizione tra acque grigie e nere è 60% per la prima e 40% per la seconda. Un impianto idrico domestico preleva acqua potabile dalla rete idrica pubblica e la utilizza per scopi potabili (igiene personale, cottura dei cibi) e non potabili (riempire le cassette di risciacquo dei WC).