Glossario – B


Bilancio di Sostenibilità

È un documento teso a rendicontare agli stakeholder i risultati economici, sociali e ambientali generati da un’azienda nello svolgimento delle proprie attività. Questo report di sostenibilità deve essere pubblicato ogni anno, proprio come il consueto bilancio di esercizio. Per redigere il documento si devono tener conto di linee guida come quelle del Global Reporting Initiative, condivise a livello internazionale, in modo che i vari report possano essere confrontabili. La direttiva 2014/95/UE recepita solo alla fine del 2016 rende obbligatoria la redazione del Bilancio di Sostenibilità a tutte le imprese o gruppi di grandi dimensioni. 


Biocombustibile

Il biocombustibile è un combustibile ottenuto in modo indiretto dalle biomasse: grano, mais, bietola, canna da zucchero, olio di palma ecc. 

I biocombustibili sono buone alternative ai combustibili fossili perché, durante la combustione, producono anidride carbonica carbon neutral. La biomassa, durante la combustione, rilascia anidride carbonica, che viene prontamente riassorbita dalle piante. Attraverso questo ciclo, le piante rimuovono il carbonio dall’atmosfera, rilasciandolo nuovamente quando vengono bruciate. Grazie a questo equilibrio, la biomassa è una materia prima a impatto zero. Sono considerati biocarburanti: il bioetanolo, il biodiesel, il biometanolo, il biodimetiletere, gli idrocarburi sintetici, il bioidrogeno, gli oli vegetali, il biogas. 


Biodegradazione

La biodegradazione è la degradazione di un materiale (a prescindere che sia di origine naturale o sintetico) attraverso processi enzimatici, in genere per azione di batteri, funghi, o con altri microrganismi. Un materiale con tale proprietà è detto biodegradabile. È un processo di grande importanza per il mantenimento degli equilibri ecologici del pianeta, poiché porta alla formazione di composti stabili non inquinanti. 


Biodiesel

Il biodiesel è un biocombustibile, è ottenuto da fonti rinnovabili come oli vegetali e grassi animali. Si ottiene grazie a un processo chimico di transesterificazione degli oli vegetali con alcol etilico o metilico, al fine di questo trattamento si ottiene il biodiesel sottoforma di liquido di colore ambrato con una viscosità simile a quella del gasolio. Il biodiesel può essere utilizzato puro sulle auto moderne, se dotate di propulsori a gasolio di ultima generazione. Questo biocombustibile ha il vantaggio di poter ridurre del 50% le emissioni di ossido di carbonio e di biossido di carbonio. In Italia il consumo del biodiesel è cresciuto negli ultimi dieci anni, questo biocombustibile è commercializzato soprattutto nel settore del riscaldamento.  


Biodiversità

Secondo il Glossario Dinamico ISPRA-CATAP, per biodiversità entro un determinato ambiente si intende la varietà di organismi viventi in esso presenti. Con Biodiversità si intende l’intera variabilità biologica di geni, specie, nicchie ecologiche ed ecosistemi, troviamo per cui una grande varietà di animali, piante, funghi e microrganismi che costituiscono il nostro Pianeta. Fino ad oggi sono state descritte 1 milione e 700 mila specie ma si ipotizza che possano esistere fino ad oltre 12 milioni, specie non ancora scoperte. Le specie animali sono circa 1.318.000, di cui 1.265.000 invertebrati e 52.500 vertebrati (2.500 pesci, 9.800 uccelli, 8.000 rettili, 4960 anfibi, 4.640 mammiferi). E poi 10.000 specie di batteri, 72.000 specie di funghi, 50.000 specie di protisti, 270.000 specie di piante. 


Biologico

Con il termine biologico si può fare riferimento ad un prodotto di origine animale o vegetale per cui non è stato fatto uso di sostanze chimiche come pesticidi, sostanze geneticamente modificate, uso di antibiotici nei mangimi. Biologica può essere anche la tecnica agricola o di allevamento del bestiame le quali, per essere considerate tali, devono prevedere il rispetto delle risorse naturali, la salvaguardia dell’ecosistema e degli esseri viventi, mantenendo la biodiversità e la qualità delle acque. Il logo biologico europeo fornisce un’identità ai prodotti biologici, i quali devono essere stati certificati da organismi di controllo autorizzato che si occupano di valutare l’avvenuto rispetto di tutti i criteri rigorosi in fatto di produzione, trasporto e stoccaggio.


Biomagnificazione

Biomagnificazione in ecologia e biologia è il processo per cui l’accumulo di sostanze tossiche negli esseri viventi aumenta di concentrazione man mano che si sale al livello trofico successivo, ovvero dal basso verso l’alto della piramide alimentare.  Molte delle sostanze derivanti dalle emissioni delle industrie, ad esempio il metilmercurio, possono permanere dai tre mesi ai due anni e risulta particolarmente solubile in acqua. Alcune condizioni geografiche possono peggiorare gli effetti del mercurio. La volatilità del metilmercurio in particolare contribuisce alla sua diffusione anche in zone distanti dalle fonti di inquinamento specifiche. Esso può depositarsi sul terreno e raggiungere i fondali marini, entrando a far parte della catena alimentare. Quasi il 100% del mercurio si accumula nei tessuti del pesce. Elevate concentrazioni si osservano nel tonno e nel pesce spada ma anche nei delfini e negli squali, tutte specie poste al vertice della catena alimentare. 


Biomimetica

E’ lo studio dei processi biologici della natura e degli ecosistemi, a tutti i livelli,  come fonte di ispirazione per il miglioramento delle attività e tecnologie umane. La natura è vista come modello e guida nella progettazione di oggetti, manufatti e sistemi tecnici di sviluppo. Ci aiuta a progettare innovazioni tecnologiche proiettate verso l’economia circolare e la sostenibilità ambientale.


Biopolimeri

Secondo la European Bioplastics Association, i biopolimeri sono: 

-Polimeri biodegradabili con compostabilità approvata secondo la norma EN 13432 sia da fonte rinnovabile che fossile. 

-Polimeri basati su materie prime rinnovabili sia biodegradabili che non biodegradabili. 


Blue Economy

La Blue Economy è un modello di business sostenibile che rappresenta un’evoluzione della Green Economy. Fu l’economista belga Gunter Pauli a proporlo per primo, nel 2010, nel libro The Blue Economy: 10 years, 100 Innovations, 100 Million Jobs. Gunter Pauli si ispirò ai concetti di una disciplina scientifica ancora poco conosciuta: la biomimesi. Essa si occupa dello studio dei processi biologici e biomeccanici della natura, al fine di trovare ispirazione per il miglioramento delle attività produttive umane. La natura, dove nulla è sprecato e tutto viene riutilizzato in un processo che trasforma i rifiuti in materie prime, viene vista come un modello. La Blue Economy si basa sull’innovazione: rendendo più moderni i sistemi di produzione, si può generare valore usando le risorse già presenti in natura e trasformando le sostanze precedentemente sprecate in merce redditizia. A differenza della Green Economy, la Blue Economy non richiede alle aziende di investire di più per salvare il pianeta. Se la Green Economy prevede una riduzione dell’impatto ambientale e delle emissioni di CO2, la Blue Economy mira ad arrivare alle emissioni zero. Rivoluzionando i sistemi di produzione attraverso la biomimesi, l’economia blu punta, oltretutto, alla creazione di maggiori profitti e posti di lavoro, utilizzando un minore investimento di capitali.