Clever Cities: Milano

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Che cos’è Clever Milano, il progetto della città naturalmente intelligente (e smart) 

Uccellini e farfalle che svolazzano tra i balconi, vasi colorati da fiori e piante che decorano facciate di grattacieli. Giardini condominiali lussureggianti, tanto verde e armonia. Non è la descrizione di un cartone animato, ma la rappresentazione di come dovrà apparire Milano tra qualche anno, firmata da Eliante per un progetto a marchio UE. 

Cos’è Clever cities 

Stiamo parlando di Clever cities, e in particolare del progetto pilota Clever Milano – Intelligenza Naturale, finanziato attraverso il piano europeo dedicato all’innovazione sostenibile, Horizon 2020. Scopo dell’iniziativa è quello di rigenerare le città attraverso soluzioni naturali, Nature-based Solutions, appunto, come orti e frutteti urbani o oasi di biodiversità a costellare il panorama meneghino, soprattutto in quelle aree periferiche talvolta preda di cementificazione. A ciò si aggiunge anche un obiettivo su scala più ampia, ossia l’incoraggiamento di tali interventi nella pianificazione urbana in tutto il mondo. Infatti, oltre al capoluogo lombardo, pilota di Clever city sono anche Londra e Amburgo, che condivideranno conoscenza e sviluppo con altri grandi nuclei urbani di tutta Europa e persino oltreoceano. 

Gli obiettivi del progetto 

La rigenerazione urbana dietro Clever cities vanta tra i suoi goal principali l’aumento del benessere sociale ed ambientale. Perché ogni area verde possa trasformarsi, difatti, in un nuovo centro di aggregazione, di scambio e condivisione per la comunità locale. Dall’altro lato, i benefici ambientali riguarderebbero certamente una mitigazione delle temperature in città – specie durante il periodo estivo – con un conseguente risparmio energetico, così come una maggiore permeabilità del suolo e un migliore deflusso delle acque, assieme all’assorbimento di pm10 e altre sostanze nocive, agenti del riscaldamento globale. Come anche la possibilità di dare vita a forme di produzione alimentare urbana. Un’azione collettiva per saldare, dunque, i principi di sostenibilità con quelli della coesione tra i cittadini.

Le iniziative per Milano 

I laboratori pensati per Clever Milano annoverano in particolare la nuova centralità verde per la stazione Tibaldi, immaginata come una sala d’attesa a cielo aperto confortevole grazie a un green wall che creerà nuove zone d’ombra; un nuovo parco per Giambellino 129 (nel quartiere Lorenteggio) frutto di un co-design tra cittadini, associazioni locali e stakeholder per generare nuovi punti di riferimento attorno ad aree dedicate alla biodiversità e all’agricoltura sociale. E infine, la diffusione di tetti e pareti verdi in tutta la città, sotto il nome di Rinverdiamo Milano.  

Quest’ultima, in particolare, ha visto il consolidarsi delle sinergie tra professionisti del settore edile, amministrazione comunale e privati cittadini, coinvolti in campagne di sensibilizzazione, per aumentare la consapevolezza rispetto benefici, costi e soluzioni ad hoc, in modo inclusivo e orizzontale. I tetti verdi, poi, potranno essere sia fruibili – come nel caso di orti urbani – oppure non fruibili, ma dedicati per esempio all’assorbimento di energia solare grazie a impianti fotovoltaici.

Da non confondere però con le pareti verdi, ottenute grazie a chiusure verticali con piante rampicanti oppure sostenute da reti o graticci – come nel caso del famoso Bosco Verticale ideato da Boeri.

Ai progetti si aggiunge, poi, una partnership con enti come WWF Italia, Trenitalia e poi Eliante, la cooperativa sociale non-profit che, oltre a ideare lo spot per Clever Milano, collabora per educare su temi come la sostenibilità e la protezione della biodiversità, al fine di restituire habitat a flora e fauna in città.

Milano e la sostenibilità smart 

La transizione smart e sostenibile di cui Clever City è un nodo fondamentale, appartiene a un ciclo di iniziative che l’amministrazione Sala ha attuato negli ultimi anni. Si tratta infatti della Strategia di Adattamento 2020, un documento partecipato, per rispondere al meglio alla domanda crescente post-covid19 di qualità sociale, ambientale e di nuove forme di riappropriazione, spesso ostacolata da una programmazione territoriale non sempre ottimale.

Riprendendo il modello della sindaca Hidalgo per la Ville Lumiere, l’amministrazione meneghina sta diventando, dunque, un centro di sperimentazione per avvicinarsi all’ideale di Città di 15 minuti. Una città che possa permettere e incentivare la prossimità e la riscoperta della dimensione di quartiere, attraverso l’incremento e la riprogettazione dei servizi, la riqualificazione di spazi urbani ed edifici pubblici, grazie a soluzioni green di ogni sorta.