Il progetto Biocosì

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Biocosì è un progetto di innovazione sostenibile sviluppato nell’ambito del bando della Regione Puglia InnoNetwork. L’obiettivo del progetto Biocosì è quello di risolvere il problema dei reflui della filiera lattiero casearia. 

L’idea ha favorito l’unione tra ricerca e impresa e per questo ha necessitato la collaborazione di diversi Enti come ENEA e l’Università di Bari e aziende come EggPlant, CSQA, RL Engineering, Caseificio Colli Pugliesi, Compost Natura e la Rete di Laboratori Pubblici di Ricerca Microtronic, coordinata dall’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR.  

Il siero di latte deriva dal processo di caseificazione e il progetto Biocosì prevede di valorizzarlo e riutilizzarlo, in quanto difficile da smaltire.  

Il volume di questo sottoprodotto risulta molto consistente; si pensi che dalla produzione di 1 kg di formaggio residuano circa 9 litri di siero e sebbene una certa quota trovi un re-impiego all’interno dei processi produttivi caseari, la restante parte viene destinata allo smaltimento come “rifiuto speciale” ai sensi della normativa italiana.  

Il lattosio presente nel siero non ha altri utilizzi, come al contrario avviene per la frazione lipidica o proteica; infatti, non è usato né come integratore alimentare né per l’industria alimentare e diventa a questo punto il più indicato a supportare la crescita microbica per la sintesi del PHA (Poliidrossialcanoati). 

Il progetto Biocosì parte dal recupero del siero di latte dal Caseificio dei Colli Pugliesi; il caseificio a sua volta fornisce il siero magro (sottoprodotto ultimo della lavorazione) ad Enea, che mette a disposizione la tecnologia di separazione a membrana e separa così dal refluo due frazioni liquide ancora utili: una ricca in siero proteine e l’altra ricca in lattosio. 

Entrambe le frazioni subiscono un processo fermentativo, il quale è ottimizzato dall’ Università di Bari insieme ad EggPlant. 

La parte costituita da siero proteine viene fermentata da un batterio lattico e inserita nei prodotti già esistenti e quindi ri-utilizzata nel caseificio per produrre latticini innovativi ad elevata qualità nutrizionale. 

Al contrario, la frazione ricca in lattosio viene processata e fermentata in particolari reattori, dalla bio-molecola viene estratto il lattosio. Questo zucchero viene così trasformato nella bioplastica PHA. 

Nell’ambito del progetto, l’azienda RL Engineering si occupa della lavorazione della bioplastica e della produzione del packaging bio per il settore alimentare. 

È un prodotto completamente sostenibile ed è un vero e proprio esempio di economia circolare, nell’ambito del progetto infatti la società CSQA certificazioni è si è occupata di validare lo studio LCA del prodotto.