Si può viaggiare in smart working?

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Dall’esempio di Everywhere Tew, essere turisti (responsabili) e lavorare è possibile in tempi di Covid-19.

Lavorare e viaggiare everywhere

È il 2020 e nel mezzo della pandemia da Covid-19, due donne pugliesi, entrambe ingegnere, colgono nell’immobilismo della crisi un’opportunità per viaggiare senza pari. Dall’osservazione dell’evoluzione delle modalità di lavoro, nasce la start-up Everywhere Tew, acronimo di Travel Experience Work (viaggiare, conoscere, lavorare ndr), imperniata sul principio di vivere in modo equilibrato lo smart-working e la quotidianità, senza rinunciare a viaggiare e fare nuove esperienze, alla scoperta di territori inesplorati. Quei territori dai tratti culturali ed enogastronomici peculiari, che restano spesso all’ombra delle destinazioni di massa.  

I tewer, i nuovi protagonisti del mercato turistico

Intercettare la domanda di un nuovo segmento del mercato turistico è l’obiettivo della start-up: gli smart worker o la community dei tewer, come la stessa Ceo Mariarita Costanza ha sottolineato al lancio del progetto, non sono solo nuovi potenziali protagonisti cosmopoliti di viaggi responsabili, aperti a vivere a fondo una destinazione.

Ma anche una leva per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile di strutture ricettive, piccoli produttori enogastronomici e artigianali che, inseriti nei circuiti nazionali everywhere, sono maggiormente incentivati a dotarsi di infrastrutture tecnologiche all’avanguardia, adatte al lavoro agile. Un vantaggio, in ultima istanza, di cui beneficiano senza dubbio gli stessi local

Come funziona Everywhere TEW?

A differenza delle classiche piattaforme di booking online, il tempo dedicato al lavoro e la destinazione sono tra i criteri principali per la ricerca di un Tewer Plan, un piano vero e proprio che comprende esperienze immersive nella cultura locale, cucito sulle necessità degli ospiti rispetto allo smart-working.

La piattaforma offre inoltre la possibilità di aderire ai circuiti in qualità di host (B&B, case vacanze, masserie), di experience designer (creatori di esperienze sul territorio) e di ambassador (guide e promotori locali della destinazione stessa).  

Everywhere TEW: un esempio di turismo sostenibile e una leva per il welfare aziendale 

È nel rapporto alla pari tra comunità ospitanti e turisti che si coltivano dunque sinergie tra territorio, cittadini, e settori pubblico e privato. Uno scambio orizzontale di conoscenza, cultura ed economia, che finisce per diventare la spinta a un’innovazione commisurata ai bisogni reali delle parti coinvolte.

La consapevolezza delle potenzialità del territorio da parte degli host, e la riscoperta di un tempo lento e favorevole alla produttività da parte dei tewer, danno vita difatti a logiche circolari replicabili anche a viaggio concluso. Gli occhi del visitatore e dei locali diverranno poi auspicabilmente più coscienti delle specificità fragilità delle destinazioni e si spalancheranno davanti alla bellezza delle loro stesse terre. 

Everywhere Tew si colloca oggi tra quegli intermediari che combinano le nuove esigenze dei lavoratori dettate dalla pandemia, con aziende attente al welfare dei loro dipendenti. Come quanto dimostra, in parallelo, la partnership tra Smartway ed Everli, che permetterà esperienze di workation in piccoli borghi italiani. 

La diffusione di tali pratiche aziendali, così come la nascita di start-up nel mondo del turismo sostenibile, rivela dunque che la sensibilità collettiva nei confronti di uno stile di vita sano stia aumentando, a favore di un work-life balance più sostenibile in tutti i sensi. Un modo per controbilanciare quelle condizioni precarie e talvolta spaventose, in cui ci pongono momenti storici come quello presente.