Garbage Group: il battello ecologico

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Qualsiasi tipo di rifiuto derivante dall’attività antropica dell’uomo, finisce, inspiegabilmente per essere gettato in mare e negli oceani. Secondo il WWF è come se ogni minuto finisse in mare un camion di rifiuti, nel quale sono già presenti circa 86 milioni di tonnellate di plastica. Il tutto finisce per riversarsi sulla fauna e la flora marina.

Il problema è molto serio, tanto che lo ritroviamo tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU. È necessaria un’inversione di rotta, altrimenti di questo passo entro il 2100, potrebbe scomparire l’ecosistema marino. 

A cercare di fare la differenza in questo campo c’è la Garbage Group un’azienda Anconetana che da oltre 60 anni è impegnata nella tutela ambientale intervenendo in diverse aree. Grazie alla vicinanza al porto, è particolarmente interessata ai problemi e alle esigenze marittime, ragion per cui è sempre alla ricerca di idee e soluzioni innovative. 

Dai piccoli porti italiani, oggi opera a livello internazionale offrendo i suoi servizi ecologici. Quest’azienda è specializzata in attività di antinquinamento e disinquinamento marino, contribuendo fortemente all’SDG 14.

Le principali aree di competenza sono: raccolta, trattamento, recupero e/o smaltimento dei rifiuti; pulizia degli specchi acquei, arenili e spiagge. 

Per fare questo la Garbage ha sei diverse navi, tra i quali il fiore all’occhiello Pelikan.  

Pelikan, è un battello ecologico che ripulisce il mare dai rifiuti solidi, sostanze grasse ed oleose, riuscendo a fronteggiare fuoriuscite di prodotti petroliferi. È un progetto 100% italiano, inoltre può effettuare servizi antincendio e può essere equipaggiato per il monitoraggio e l’analisi dei fattori inquinanti. È realizzato artigianalmente con materiali ecocompatibili e biologici. 

È composto quasi interamente da alluminio riciclato al 100%, sul tetto sono sistemati dei pannelli fotovoltaici per ricaricare le batterie a motore spento e per alimentare i servizi elettrici ausiliari quando è in funzione. Per gli automatismi è utilizzato un fluido idraulico biodegradabile a base vegetale, estremamente innovativo nel comparto della chimica verde. 

Grazie alle pinze anteriori, raccoglie il materiale inquinante sulla griglia di prua e in presenza di olii galleggianti, crea un flusso di aspirazione dell’acqua verso l’imboccatura del separatore di idrocarburi che, rende possibile la completa separazione del film inquinante dalla massa d’acqua aspirata. 

Una realtà di cui essere orgogliosi, che ad oggi conta la raccolta di oltre 1 milione di kg di rifiuti. 

Fonti e approfondimenti:

https://www.wwf.ch/it/i-nostri-obiettivi/inquinamento-dei-mari

https://asvis.it/goal14/home/480-5156/barriere-coralline-in-25-anni-a-rischio-fino-al-90-addio-entro-il-2100