Nessuno è al sicuro dalla crisi climatica

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“Estinzione delle specie, malattie più diffuse, caldo invivibile, collasso dell’ecosistema, città minacciate dall’innalzamento dei mari: questi e altri devastanti impatti climatici stanno accelerando e sono destinati a diventare dolorosamente evidenti prima che un bambino nato oggi compia 30 anni”. 

È il preoccupante scenario dipinto nella bozza del Rapporto del IPCC, la cui uscita è prevista per febbraio 2022, divulgata in esclusiva dall’AFP. “Le scelte che le società fanno ora determineranno se la nostra specie prospererà o semplicemente sopravvivrà” afferma ancora la bozza del Rapporto.  

Nessuno è al sicuro dalla crisi climatica. La dimostrazione è sotto i nostri occhi. 

La violenta alluvione che ha colpito la Germania e altri paesi del nord Europa - soprattutto Belgio e Olanda – non può essere casuale. 

Non si tratta di destino avverso, si tratta del fatto che l’aumento della temperatura globale è direttamente collegato alla capacità dell’atmosfera di trattenere l’acqua sotto forma di umidità: ad ogni aumento di 1°C della temperatura globale corrisponde un incremento dell’umidità in atmosfera del 7%. 

Aumenta di conseguenza la probabilità che si verifichino eventi climatici estremi come piogge torrenziali.  Dunque non c’era nulla di inatteso nelle piogge che hanno colpito il Nord Europa: dopo tre anni di temperature estive particolarmente alte, tutti le aspettavano.

Lo stesso servizio meteorologico tedesco aveva messo in guardia dal pericolo, ma nessuna difesa poteva bastare di fronte ai 148 litri di pioggia/mq che in appena 48 ore hanno inondato le zone della Renania-Palatinato e del Nord Reno-Westfalia. Regioni in cui normalmente piovono 80 litri/mq di pioggia in tutto il mese di luglio. 

Secondo gli esperti si è verificata una tempesta con un tempo di ritorno di oltre 100 anni, cioè, statisticamente e rispetto alla storia meteorologica, tali precipitazioni si verificano solo una volta ogni 100 anni o anche meno spesso. 

Quindi cosa fare? Bisogna arrendersi al cambiamento climatico e alle sue disastrose conseguenze? 

No, bisogna agire subito adottando politiche che operino sia a livello globale sia a livello locale per rimanere all’interno degli obiettivi dell’Accordo di Parigi e mantenere l’aumento delle temperature sotto ai 2°C, puntando ad un aumento massimo della temperatura di 1,5°C in questo secolo rispetto al periodo preindustriale. 

In particolare l’Accordo di Parigi si inserisce nel quadro molto più ampio dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile facendo riferimento al Goal 13 (e definendo nel dettaglio il target 13.2). 

Il Goal 13 si occupa del tema della crisi climatica supportando le misure di mitigazione e di adattamento, il rafforzamento della resilienza, e l’estensione, a tutti i livelli, della conoscenza dei temi connessi ai cambiamenti climatici: le sue determinanti, gli impatti sui sistemi naturali e le implicazioni su quelli antropici. 

Contrastare la crisi climatica e ambientale è una sfida globale che richiede una transizione verso un’economia più sostenibile, che pesi di meno sull’ambiente. I cambiamenti che si richiedono alle economie sono complessi e ambiziosi, ma possono rappresentare un volano per le imprese che riescono a coglierne le opportunità, investendo in sistemi più moderni, efficienti e a minor impatto ambientale. 

Per sostenere gli sforzi occorre che i Paesi adottino, così come previsto dal target 13.2, politiche di forte incentivo, finalizzate a dimezzare le emissioni entro il 2030 e a operare la transizione alla neutralità carbonica entro il 2050. 

Il target 13.1, invece, mira a rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento rispetto ai rischi legati al clima e alle catastrofi naturali in tutti i paesi.

Se da una parte, infatti, gli impatti causati dal cambiamento climatico generano una vulnerabilità futura, d’altro lato la vulnerabilità, causata non solamente dagli impatti climatici, bensì anche da fattori preesistenti di natura sociale o economica, si aggrava a causa di un’inadeguata capacità di affrontare gli eventi estremi.