Le disuguaglianze sono un serio ostacolo allo sviluppo sostenibile

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Negli ultimi decenni in molti Paesi del mondo le disuguaglianze sono aumentate. Queste limitano le possibilità di alcuni settori della società di partecipare alla vita sociale, culturale, politica ed economica e di apportare un contributo utile. L’obiettivo 10 dell’Agenda 2030 è incentrato sulla riduzione delle disuguaglianze all’interno degli Stati e tra gli Stati stessi. 

Le disuguaglianze derivanti da reddito, posizione geografica, genere, età, etnia, disabilità, orientamento sessuale, classe sociale e religione, continuano a esistere all’interno e fra i diversi Paesi, condizionando parità di accesso, opportunità e esiti. 

Come affrontare le disuguaglianze

L’obiettivo 10 esige che il tasso di crescita del reddito del 40 per cento della popolazione più povera sia incrementato in modo durevole. Inoltre, entro il 2030 tutti dovranno avere diritto all’empowerment e dovrà essere promossa l’inclusione sociale, economica e politica. Le pari opportunità dovranno essere garantite eliminando leggi, politiche e pratiche discriminatorie.

Dovranno essere agevolate una migrazione e una mobilità ordinate e sicure, tra l’altro mediante una politica responsabile in materia di migrazione. I Paesi in via di sviluppo dovranno godere di una rappresentanza migliore nelle istituzioni economiche e finanziarie internazionali e avere maggiori opportunità di esprimere il proprio parere nei processi decisionali. 

Un divario economico spaventoso

Secondo il rapporto Oxfam del 2017, l’1% più ricco della popolazione mondiale possiede una ricchezza pari a quella del restante 99%. Sebbene sia diminuito il divario tra il PIL dei Paesi ricchi e quello dei Paesi in via di sviluppo, questo dato rimane sconcertante; basti pensare che dalla crisi finanziaria globale nel 2008, il numero di miliardari nel mondo è più che raddoppiato. L’immagine qui di seguito realizzata da HowMuch mostra le aree più ricche del mondo in termini di trilioni di dollari, con espressa in percentuale la “fetta” di ricchezza posseduta, rispetto alla “torta” intera (la ricchezza totale mondiale).

È altrettanto allarmante l’aumento della disuguaglianza interna ai Paesi dove i lavoratori beneficiano sempre meno dei proventi maturati dalla crescita nazionale. La disuguaglianza nella distribuzione del patrimonio e del reddito economico genera grandi disparità di accesso alla sanità, all’educazione e a molti altri servizi da cui resta esclusa una considerevole parte della popolazione. 

Disuguaglianza geografica

In America Latina e nei Caraibi la disuguaglianza è diminuita in modo considerevole, nonostante i livelli rimangano alti, mentre in molte economie industriali avanzate è aumentata leggermente rispetto ai bassi livelli iniziali. Alcuni Paesi dell’Est Europa hanno assistito a un aumento notevole dell’ineguaglianza durante le recenti transizioni politiche. In zone del Medio Oriente il divario si è assottigliato, ma è cresciuto per alcuni gruppi specifici. 

In Africa e in Asia l’andamento è stato più vario, con forti somiglianze tra economie emergenti o Paesi non costieri in via di sviluppo, e tra aree rurali o urbane, piuttosto che all’interno di regioni più prettamente geografiche. Nel complesso, più di due terzi della popolazione mondiale stanno sperimentando l’aumento del reddito e la disparità di ricchezza, fenomeni che stanno fortemente compromettendo ogni prospettiva di sviluppo sostenibile. 

Servono azioni mirate e concrete in ogni paese

Abbiamo visto come la disuguaglianza assuma diverse forme e vari in modo significativo tra i diversi paesi a seconda di diversi fattori. Sebbene l’Obiettivo 10 e i suoi traguardi forniscano delle linee guida, la lotta contro la disparità si deve riferire al contesto di ogni singolo Paese, alle strategie economiche e alle realtà politiche.

Non è possibile trovare una strategia unica che si adatti a tutti i casi. Per contrastare la disuguaglianza in tutte le sue forme e manifestazioni, sarà di fondamentale importanza generare una maggiore consapevolezza e creare un sostegno politico più ampio, individuare e ridefinire le priorità della spesa pubblica per ridurre la disparità ad accesso e opportunità, ridefinire le imposte e approccio fiscale per ridurre le disuguaglianze di reddito e ricchezza intra e intergenerazionale, e infine gestire il rapido cambiamento tecnologico.