Le infrastrutture della sostenibilità

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Il nono obiettivo dell’Agenda 2030 delinea lo sviluppo infrastrutturale come una delle chiavi per raggiungere uno sviluppo sostenibile attraverso “una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile”.  

Il termine-ombrello infrastruttura include moltissimi, differenti aspetti della vita quotidiana di ognuno di noi; aspetti che sono essenziali a garantire il benessere economico e sociale di qualsiasi individuo, ma ai quali non tutti hanno accesso in modo equo: per citare alcuni dati forniti dalle Nazioni Unite, nei Paesi in via di sviluppo sono ancora scarse le infrastrutture di base (strade, ponti), quasi un quarto della popolazione mondiale ha impedimenti all’accesso continuo di elettricità mentre quasi un sesto non possiede servizi di telefonia affidabili. 

Industrie sostenibili

Costruire infrastrutture comporta enormi investimenti economici. Questi, però, non solo sono necessari a  garantire una transizione ecologica, ma vanno visti come un’opportunità per stimolare un processo di industrializzazione che sia resiliente e sostenibile. 

I concetti appena menzionati possono sembrare antitetici fra loro, eppure l’Agenda 2030 indica alcuni strumenti prioritari per raggiungere un punto di equilibrio: tra questi, l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico, da rendere accessibili a tutti. Dal punto di vista economico questo si traduce in azioni di finanziamento: è quello che sta succedendo in Unione Europea, dove con il Recovery Fund si chiede ad ogni Paese membro di individuare dei progetti di sviluppo sostenibile in cui investire i fondi europei. 

Energia in movimento

Alcuni processi per rendere sostenibili le infrastrutture di cui usufruiamo ogni giorno sono già stati messi in atto.  A partire dalla trasformazione delle reti che utilizziamo fisicamente per spostarci, viaggiare, incontrarci: autostrade che ricaricano le auto elettrichepiste ciclabili fotovoltaiche che creano energia pulita, treni a idrogeno a emissioni zero, ma anche le ormai “note” auto elettriche utilizzate secondo i princìpi della sharing economy; sono tutti esempi delle cosiddette infrastrutture energetiche che anche in Italia stanno cominciando a diffondersi grazie all’azione innovatrice di molte giovani start-up, grazie alle quali non solo spostandoci non consumeremo energia, ma ne creeremo di nuova.  

Ciao, mi senti?

È impossibile parlare di collegamenti infrastrutturali senza menzionare la connettività.

La possibilità di poter comunicare ovunque e in qualsiasi momento non è da dare per scontata: in moltissime zone d’Italia la Rete ancora non arriva, non solo rendendo impossibili le comunicazioni, ma anche – come abbiamo avuto modo di vedere durante questa pandemia – impedendo l’accesso a diritti fondamentali come quelli al lavoro e all’istruzione.

Il digital divide è quindi ancora un problema anche per i paesi più industrializzati, problema a cui si sta cercando di porre rimedio attraverso politiche di internet providing sostenibile che operi a beneficio delle comunità (è il caso, ad esempio, del provider Eolo, che da Aprile 2021 è diventata una società benefit), oppure attraverso l’Internet satellitare, che non necessita l’installazione di infrastrutture sulla terraferma. 

Fonte:

M.  Rovelli, Dalle infrastrutture alle industrie: il progresso che può essere inclusivo, Corriere.it, 04 Giugno 2021, https://www.corriere.it/economia/21_giugno_04/dalle-infrastrutture-industrie-progresso-che-puo-essere-inclusivo-12a13946-c542-11eb-86af-ac042f3197d2.shtml, consultato il 23/06/21