Obiettivo n° 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie

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Sebbene l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari sia riconosciuto come un diritto umano fondamentale, la discriminazione su base etnica, religiosa, classe economica, status sociale, genere, età o abilità fisiche limita spesso molte persone nell’accesso alle risorse idriche e ai relativi servizi.

Questa esclusione ha effetti sociali ed economici di lungo periodo in quanto questi gruppi svantaggiati permangono in una situazione di povertà mancando di opportunità di accedere all’educazione, al lavoro e al coinvolgimento sociale. 

In molti paesi in via di sviluppo sono già presenti infrastrutture come acquedotti e sistemi in grado di raggiungere le zone abitate ma non sono funzionali ed efficaci in quanto non avviene una corretta manutenzione per via dei costi elevati; questo porta di conseguenza a vivere in condizioni igieniche sanitarie scarse e all’aumento dell’incidenza delle malattie. 

Almeno 1,8 miliardi di persone a livello globale utilizzano fonti di acqua potabile contaminate da escrementi, infatti, la possibilità di sviluppare malattie non solo è legata esclusivamente all’igiene intesa come pulizia personale ma anche all’impatto negativo che la mancanza di acqua potabile ha sulla sicurezza alimentare.  

Ogni giorno, circa 1000 bambini muoiono a causa di malattie diarroiche prevenibili legate all’acqua e all’igiene. 

Il nostro pianeta possiede sufficiente acqua potabile, pertanto il raggiungimento di questo obiettivo è sicuramente possibile. Ne è un esempio questo dato, il quale ci dice che dal 1990 a oggi 2,6 miliardi di persone in più hanno avuto accesso a migliori risorse di acqua potabile, il problema è che ancora 663 milioni di persone ne sono sprovviste. 

Usare in maniera consapevole e sostenibile le risorse idriche deve essere compreso soprattutto dal settore industriale perché in genere tutto ciò che comporta consumo di energia ne determina di conseguenza anche un consumo di acqua; il settore agricolo non è escluso dal momento che circa il 70% dell’acqua estratta da fiumi, laghi e acquedotti è usata per l’irrigazione. 

Ottenere entro il 2030 l’accesso universale ed equo all’acqua potabile, sicura ed economica per tutti è il primo passo per poter garantire la sicurezza anche dal punto di vista igienico sanitario. 

Si vuole, inoltre, porre fine alla defecazione all’aperto, prestando particolare attenzione ai bisogni di donne e bambine e a chi si trova in situazioni di vulnerabilità. 

L’impegno è rivolto anche verso l’ambiente stesso garantendo protezione e risanamento degli ecosistemi legati all’acqua, comprese le montagne, le foreste, le paludi, i fiumi, le falde acquifere e i laghi. 

Infine, è fondamentale che le comunità siano educate a riguardo, così supportare e rafforzare la partecipazione delle stesse comunità locali diventa un altro importante traguardo per il miglioramento della gestione dell’acqua e degli impianti igienici.