Cacao e sostenibilità: la strada è ancora lunga

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Cosa si nasconde dietro a una tavoletta di cioccolato? 

È tra le cose più buone al mondo, il cioccolato rende davvero tutti felici, ma la sua storia è altrettanto felice? 

Scopriamo insieme cosa si nasconde dietro tutta questa dolcezza. 

Il consumo di cioccolato è in costante aumento e rappresenta 4 milioni di tonnellate all’anno, ovvero l’equivalente di 127 kg di cioccolato al secondo per un fatturato annuo di 72 miliardi di euro. A livello globale, il consumo di cacao è di circa 0,97 kg a persona. 

Nel mondo:  

1,87 kg in Europa,  
1,20 kg in America,  
0,13 kg in Africa,  
0,11 kg in Asia / Oceania.

Gli svizzeri sono i maggiori consumatori di cioccolato con 12,3 kg all’anno pro capite. L’esplosione che il mercato del cioccolato sta vivendo in questo periodo causa non pochi problemi socioeconomici e ambientali.  

Analizziamo nel dettaglio cosa comporta coltivare il cacao

La pianta di cacao una volta coltivata comincia a produrre le fave solo al quinto anno, mentre la fruttificazione continua fino a 30 anni. 

Dagli anni ‘90 la produzione mondiale di cacao in tonnellate non ha smesso di crescere. Si piantano nuovi alberi continuamente e per farlo si promuove il disboscamento.  

In Costa D’Avorio e in Ghana, Paesi più colpiti, migliaia di ettari di terreno sono stati disboscati per fare spazio alle nuove piantagioni, ovviamente necessari per far fronte alla domanda crescente di cacao. 

Peccato che si tratti di un habitat sottratto alla fauna selvatica costretta a trovare posto altrove e che spesso diventa anche motivo di estinzione. 

Non mancano le promesse dei grandi produttori di cioccolato nel limitare i danni provocati e rendere tutto il più possibile sostenibile, ma l’Ong Might Earth, l’Organizzazione di Campagne Globali che lavora per proteggere l’ambiente, dimostra che queste promesse non vengono mantenute.  

Dal 2017 pare si stiano impegnando, soprattutto per i diritti dei coltivatori che spesso sono malpagati rispetto al guadagno che offre il mercato del cioccolato, vivono in condizioni pessime senza nessun tipo di sicurezza sul lavoro in cui rientrano soprattutto i bambini.

Probabilmente questo è un obiettivo più facile da raggiungere e rappresenta anche un impegno accettabile dai colossi del cioccolato, ma non è altrettanto facile rinunciare all’espansione delle piantagioni, pertanto il problema del disboscamento continua incessantemente a esistere.  

La possibilità di tracciare le diverse filiere alimentari ci permette di controllare maggiormente che la sostenibilità venga attuata da tutti, ed è il momento di rendere tracciabile anche la filiera del cioccolato. 

In questo modo noi, semplici consumatori, possiamo fare la nostra parte, senza smettere di mangiare il cioccolato, ma farlo in modo sostenibile.  

Per approfondire:

https://www.planetoscope.com/sucre-cacao/1988-consommation-mondiale-de-chocolat.html