Quando la felicità passa attraverso uno sviluppo sostenibile: il Bhutan

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Sulle pendici meridionali della parte orientale dell’Himalaya, incastonato tra i due giganti India e Cina, sorge il piccolo regno del Bhutan, o Druk Tsendhen, “Terra del Drago del tuono”. 

Terra di monasteri aggrappati a montagne sacre, con un passato avvolto nel mistero per mancanza di fonti documentali, che secondo il sito ufficiale del regno sono state distrutte in incendi e terremoti, il Bhutan è uno dei luoghi più remoti e meno visitati al mondo. Ha aperto le porte al turismo solamente negli anni ’70, ed è stato l’ultimo Paese al mondo ad essersi dotato di una propria televisione nazionale. 

In questo territorio sospeso tra passato e presente, il Buddismo ed una spiritualità tangibile permeano anche la vita politica ed economica. 

Con circa 750 mila abitanti distribuiti su una superficie di 46.500 km2, ed appena un 160° posto nella classifica mondiale del PIL, il regno del Drago del tuono sembra detenere il segreto della felicità.                  

Sì, perché qui negli anni Settanta un sovrano illuminato ha deciso di misurare la ricchezza del Paese tramite il Gross National Happiness (GNH), la “Felicità interna lorda”, un indicatore di sviluppo alternativo al PIL.

Il GNH misura la crescita interna non in termini meramente economici ma, secondo la definizione ufficiale del governo, sulla base dell’equilibrio tra benessere materiale e mentale dei suoi cittadini. I pilastri del GNH sono lo sviluppo socioeconomico equo e sostenibile, il buon governo, la tutela promozione della cultura e la salvaguardia dell’ambiente.

Ad oggi il programma di sviluppo del GNH ha permesso una migliore assistenza sanitaria, una ridotta mortalità materna e infantile, migliori infrastrutture ed istruzione, elettricità ed acqua anche per i villaggi più remoti. Si tratta del soddisfacimento dei bisogni primari della popolazione, obiettivo importante per un Paese con un livello di reddito relativamente basso come il Bhutan. 

Ma c’è un aspetto per cui il Bhutan si distingue e scala la classifica a livello globale: è il primo Stato al mondo ad aver raggiunto la neutralità carbonica – ed anche l’unico, insieme al Suriname, paese del Sud America. Ciò in realtà non è del tutto vero: il Bhutan non è ad emissioni zero. Il Bhutan è “ad emissioni negative”. L’intero Paese genera circa 2,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno, ma le sue foreste ne catturano tre volte tanto. 

Si calcola che 800 milioni di alberi coprano più del 70% del territorio nazionale, con un manto forestale che è il più esteso tra i Paesi asiatici in rapporto alla superficie totale – e c’è una legge costituzionale che stabilisce che questa percentuale non possa mai scendere al di sotto del 60%.                                                   

Ma non finisce qui perché il regno del Drago del tuono esporta l’energia idroelettrica rinnovabile prodotta dai propri fiumi, la quale compensa circa 6 milioni di tonnellate di CO2 emessa dai Paesi circostanti. E i numeri sono destinati a crescere.

Il Bhutan per di più possiede quasi 5 milioni di acri di aree protette ed è una delle 10 regioni del pianeta più ricche di biodiversità. Il suo impegno per l’ambiente è stato concretizzato in progetti a lungo termine come la campagna ”Bhutan for Life” lanciata nel 2018 insieme al WWF, che si propone di finanziare la salvaguardia delle aree protette e dei corridoi biologici e di continuare a supportare le politiche di sviluppo economico nel pieno rispetto della biodiversità del Paese.

Il piccolo regno himalayano fissa dunque uno standard mondiale per un possibile connubio tra crescita economica e salvaguardia ambientale e, in sostanza, per la ricerca di una felicità sostenibile e condivisa. 

Il Bhutan è quindi un Paese da cui tutti potremmo imparare qualcosa. 

Fonti: 

https://www.wwfbhutan.org.bt/projects_/bhutan_for_life/

http://www.bhutan.gov.bt/ 

Susan Devaney, “Come uno dei Paesi più piccoli del mondo è diventato un eco leader”, 28 febbraio 2017, The Huffington Post, https://www.huffingtonpost.it/2017/02/23/bhutan-eco-leader_n_14954434.html