I rifugiati climatici

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Oltre alla guerra, alle scarse condizioni economiche e sociali, alle persecuzioni per motivi etnici e religiosi, oggi le persone sono costrette a lasciare il proprio paese anche a causa del cambiamento climatico.

Il fenomeno è di un’entità tale che si stanno avviando delle procedure per riconoscere lo status di “Rifugiato Climatico” a livello internazionale.

Secondo l’Internal Displacement Monitoring Centre, nel 2019, 17 milioni di uomini e donne sono stati costretti a lasciare la propria residenza a causa di fenomeni riconducibili al mutamento del clima e stando al report dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati entro il 2050 gli “immigrati climatici” saranno circa 250 milioni.

Innumerevoli sono anche le cause che sono state intentate dinanzi alla Corte di giustizia da coloro che sono direttamente colpiti da questo fenomeno, è stato addirittura istituito un sito, il “Sabin Center for Climate Change Law” gestito dalla Columbia University all’interno del quale c’è una sezione appositamente dedicata ai ricorsi in questa materia.

L’Italia resta uno dei pochi paesi dove ancora non sono state intentate cause di questo tipo, anche se è prevista un’azione giudiziaria entro quest’anno.

Ma qual è il collegamento tra migrazioni e crisi climatica? In realtà il problema per cui ancora ad oggi non si ha un riconoscimento di questa condizione forse è proprio questo, ovvero il fatto che è difficile trovare un nesso di causalità tra i due eventi.

Ad eccezione di alcuni casi dove era inconfutabile che ad esempio, l’innalzamento del mare era dovuto al cambiamento climatico e che questo a sua volta abbia creato problemi ai residenti della zona che sono stati costretti ad abbandonarla, nella stragrande maggioranza dimostrare questo rapporto causa effetto è molto difficile, motivo per cui molti ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.

A completare il tutto vi è che questi eventi come uragani, inondazioni, tempeste, siccità, carestie, ecc., colpiscono maggiormente i paesi in via di sviluppo, che sono già molto vulnerabili dal punto di vista economico e sociale.

Vista la portata di questo fenomeno nei prossimi anni è inevitabile un intervento da parte del diritto internazionale. 

Fonti e approfondimenti: 

https://climate.law.columbia.edu

https://www.aics.gov.it/oltremare/articoli/pianeta/rifugiati-climatici-e-ambientali-arriva-il-riconoscimento-giuridico-in-italia/