Riscaldamento globale e produttività agricola

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Il riscaldamento globale sta facendo diminuire la produttività dei sistemi agricoli mondiali, che risulta molto inferiore a quella che sarebbe stata se gli esseri umani non avessero contribuito al cambiamento climatico. 

L’agricoltura infatti è uno dei settori maggiormente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici. Solo alcune tra le conseguenze previste potrebbero essere benefiche per l’agricoltura in alcune regioni europee, ad esempio per le aree nordiche grazie all’allungamento della stagione di crescita e ai miglioramenti nelle produzioni agricole dovuti a condizioni climatiche più miti.

La maggior parte delle conseguenze però sarà negativa, porterà perdite economiche gravi e aggraverà diversi fattori socio-economici e ambientali, come la scarsità d’acqua. 

Vulnerabilità della produzione agricola

La produzione agricola è funzione di alcune variabili climatiche. Il cambiamento climatico infatti sta modificando il comportamento delle principali variabili che incidono sulle produzioni come le temperature (in aumento di 1,5°-2°C fino al 2050) e le precipitazioni (in riduzione come cumulati di pioggia). Inoltre l’esposizione al rischio delle produzioni agricole sarà accompagnato da un aumento della vulnerabilità anche economica delle aziende e con effetti anche sugli andamenti di mercato (domanda/offerta, disponibilità di prodotti ecc.). 

D’altra parte, un fattore che aumenta la produttività agricola è relativo al fenomeno conosciuto come carbon fertilization: oltre ad aumentare la temperatura del pianeta e danneggiare l’agricoltura, l’incremento delle emissioni di CO2 produce anche un effetto positivo sull’agricoltura stessa, alleviando gli effetti negativi legati al surriscaldamento.  

A rischio la sicurezza della catena alimentare

Le ripercussioni attese dal cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare riguardano principalmente l’aumentata criticità della gestione dell’acqua e l’accelerazione della diffusione di malattie e contaminazioni nei prodotti agricoli e alimentari. 

La mancanza d’acqua avrà un grave impatto sulla produzione agricola e sul paesaggio europeo. Molte aree, specialmente nei paesi nel sud dell’UE, hanno praticato l’irrigazione per centinaia di anni come parte della propria tradizione agricola. É fuor di dubbio che sarà necessario rivedere le tecniche d’irrigazione, migliorare l’efficienza nell’uso dell’acqua e ridurne le perdite. 

Le conseguenze negative possono anche derivare dal probabile aumento nella distribuzione e nell’intensità di attuali parassiti, malattie, ed erbe infestanti, causati da temperature e umidità più elevate. 

Agricoltura più efficiente ma frenata dagli effetti del clima

I progressi tecnologici, l’uso di fertilizzanti e il commercio globale hanno consentito alla produzione agricola di tenere il passo con una popolazione mondiale in forte espansione dagli anni ’60. Questo nonostante le disuguaglianze e il fatto che ci siano ancora milioni di persone che soffrono di malnutrizione.

Un nuovo studio, pubblicato su Nature Climate Change, ha dimostrato che la crescita delle temperature globali a una velocità che gli scienziati considerano “estremamente pericolosa” ha agito come un vero e proprio freno per la produttività agricola e per gli allevamenti. I dati mostrano che la resa è scesa del 21% dal 1961.

Questo risulta essere un problema perché si prevede che la popolazione mondiale arriverà a più di nove miliardi entro il 2050 e l’Onu ha stimato che la produzione alimentare dovrebbe aumentare di circa il 70 per cento per garantire cibo sufficiente per tutti. Purtroppo, però, come dimostra la ricerca, la tendenza della produttività è in rapida discesa.