Il riciclo: tra sogno e realtà

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Ogni giorno ognuno di noi acquista, utilizza e dismette carta, imballaggi, lattine, bottiglie, televisori, computer, mobili, pneumatici, auto etc. 

Perché non recuperare i materiali in essi contenuti e riutilizzarli? Che cosa c’è di più semplice? 

Gli scarti di produzione

Lo scarto interno di un impianto di produzione è chiamato sfrido. È costituito da estremità e/o pezzetti di materiale lasciati nell’impianto stesso. In questo caso i sogni si realizzano: quasi il 100% dei materiali provenienti dagli sfridi è riciclabile. Il che vuol dire che lo sfrido ritorna nel ciclo di produzione primario e diventa materia prima seconda per i processi successivi. 

Il panorama cambia una volta che il materiale dall’impianto di produzione è fornito al mondo esterno. 

In questo caso il materiale viene trasformato per produrre componenti che possono essere piccoli, molto numerosi e variamente dispersi. Il materiale può essere assemblato in prodotti che contengono molti altri materiali; può essere pitturato, stampato o rivestito e il suo impiego successivo lo contamina ulteriormente.  

Il problema dei contaminanti

Per poterlo riutilizzare il materiale deve essere raccolto (non è sempre facile), separato dagli altri materiali, identificato, purificato, sminuzzato e trasformato. La raccolta richiede tempo e questo incrementa i costi.  

Una separazione imperfetta causa problemi. Ad esempio, piccoli tenori di rame o stagno se presenti in un acciaio ne riducono le prestazioni; la presenza di ferro residuo infragilisce l’alluminio; i metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio) non sono ammessi in molte leghe; la contaminazione da PVC rende il PET non re-impiegabile, e i coloranti, l’acqua e quasi tutte le materie plastiche estranee rendono un polimero inaccettabile per lo scopo originalmente richiesto, il che vuol dire che esso può essere solo usato in applicazioni meno prestazionali (un destino noto come down-cycling). 

I benefici del processo di riciclo

Malgrado tali difficoltà il riciclo può essere economico, sia in termini monetari che di energia.  

Questo è particolarmente vero per i metalli. Il consumo di energia per kg di alluminio riciclato è circa un decimo di quello per il materiale vergine, quello dell’acciaio è circa un terzo. Il riciclo dei metalli è economico e fornisce un importante contributo al risparmio energetico.  

Il riciclo della plastica invece ha un vantaggio da un punto di vista di emissioni in atmosfera. Se tutta la plastica venisse riciclata si potrebbero ottenere risparmi annuali medi da 30 a 150 milioni di tonnellate di CO2, che equivalgono dalle 8 alle 40 centrali elettriche a carbone.