La gestione dei rifiuti

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L’evidente problema della gestione dei rifiuti è diventato sempre più di rilevanza nazionale.  

La smodata crescita dei consumi e dell’urbanizzazione hanno, da un lato, aumentato moltissimo la produzione dei rifiuti e dall’altro ridotto le zone disabitate in cui trattare o depositare i rifiuti stessi. 

La società moderna oggi si trova quindi costretta a gestire una grande quantità di rifiuti in spazi sempre più limitati. 

Discariche ed inceneritori

L’uso delle discariche pur avendo in sé costi bassi comporta uno spreco di materiale che sarebbe almeno in parte riciclabile. Le discariche inoltre utilizzano vaste aree e quindi si riduce il quantitativo di terreno utilizzabile per altri scopi.  

A seconda delle norme di legge una discarica deve essere progettata in modo adeguato. Le discariche moderne sono costruite secondo una struttura a barriera geologica in modo da isolare i rifiuti dal terreno. In base gli standard igienici, la struttura in genere è del tipo a “deposito sotterraneo”, costituita dal basso verso l’alto.  

In Italia la percentuale di rifiuti indifferenziati che finisce in discarica è ancora molto alta: il 31% sul totale prodotto, pari a circa 9 milioni di tonnellate/anno. 

Gli inceneritori invece basano il loro funzionamento sull’incenerimento dei rifiuti. Gli impianti più recenti sfruttando la combustione così ottenuta recuperando un minimo di energia elettrica e calore, ma possono provocare emissione tossico-nocive, in particolare polveri sottili e diossine.  

Un modo alternativo per gestire i rifiuti

Il sistema più efficace per la gestione dei rifiuti sono invece quelli basati sulla riduzione dei rifiuti e sul loro riuso. Una volta terminato l’utilizzo di un oggetto, questo può essere riutilizzato e non va ad aumentare la mole dei rifiuti destinati alla discarica o all’incenerimento.  

Uno dei Paesi che applicano tecniche di riutilizzo e riuso è la Danimarca, dove ben il 98% delle bottiglie in commercio è riutilizzabile.