Obiettivo n° 1: porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

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L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile si pone come primo obiettivo quello di eliminare completamente la povertà estrema entro il 2030. 

Più di 800 milioni di persone nel mondo, delle quali circa il 70 per cento sono donne, vive in condizioni di estrema indigenza.  

Gli indici di povertà estrema si sono ridotti di più della metà dal 1990. Nonostante si tratti di un risultato apparentemente notevole, nelle zone in via di sviluppo una persona su cinque vive ancora con meno di 1,25 dollari al giorno e ci sono molti milioni di persone che ogni giorno guadagnano poco più di tale somma.  

Le regioni più colpite dalla povertà estrema sono l’Asia meridionale e l’Africa subsahariana ed elevati indici di povertà sono generalmente frequenti nei paesi piccoli e colpiti da conflitti. 

Approccio inclusivo e mirato

Per affrontare il problema della povertà l’approccio dato dai target dell’Agenda è articolato. L’obiettivo infatti comprende, oltre allo sradicamento della povertà estrema, anche un target riguardante la povertà relativa, che si rifà alle singole nazioni.  

Questo perché la povertà va ben oltre la sola mancanza di guadagno e di risorse per assicurarsi da vivere in maniera sostenibile. Tra le aggravanti ci sono fame e malnutrizione; basti pensare che un bambino su sette con età al di sotto dei 5 anni non possiede un’altezza adeguata alla sua età per via della malnutrizione.

Altre gravi problematiche sono l’accesso limitato all’istruzione e agli altri servizi di base, la discriminazione e l’esclusione sociale, così come la mancanza di partecipazione nei processi decisionali.  

Le persone povere sono colpite più duramente dalle crisi economiche e politiche, dalla perdita di biodiversità, dalle catastrofi naturali e dalla violenza. Al fine di garantire che le persone uscite dalla condizione di povertà non vi ritornino, questo obiettivo prevede anche fondamentali misure di consolidamento della capacità di resistenza, che comprendono l’istituzione di sistemi di protezione sociale. 

Il programma sta realmente funzionando?

A cinque anni dalla sua adozione, un terzo del percorso previsto dall’Agenda, si può affermare che le cose non stanno andando bene.

Se è vero che l’IPL (International Poverty Line) affermi che dal 1990 la povertà stia diminuendo è opportuno fare una considerazione importante. L’economia globale nello stesso periodo di riferimento è raddoppiata, eppure metà della popolazione mondiale vive al di sotto dei 5,50 dollari al giorno; sarà forse perchè perché i benefici della crescita vanno in gran parte ai più ricchi? 

La pandemia di Covid-19 non ha certo aiutato ad attenuare questo fenomeno, anzi, lo ha aggravato. Ma il problema reale risiede nelle politiche economiche che sono unidirezionali e non tengono conto né del degrado ambientale associato alla crescita economica e nemmeno dell’impatto del cambiamento climatico. 

Tutto ciò contribuisce ad aggravare la posizione delle persone indigenti e continua a favorire chi vive nel benessere.