Le ceneri vulcaniche: da rifiuto a risorsa

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Cosa sono le ceneri vulcaniche? 

Le ceneri vulcaniche sono minuscole particelle di rocce e minerali con diametro inferiore a 2mm. 

Hanno composizione differente dalla cenere che si forma bruciando la legna o materiale combustibile, infatti sono composte prevalentemente da silicati e quindi estremamente abrasive. Inoltre, non si dissolvono in acqua e conducono l’elettricità specialmente a secco.  

La seconda vita delle ceneri vulcaniche

Nelle ultime settimane abbiamo assistito a eruzioni sorprendenti del vulcano Etna e alle conseguenti e abbondanti cadute di cenere vulcaniche, che hanno ricoperto soprattutto i paesi pedemontani lungo il litorale da Catania fino a Taormina. 

Questo rifiuto può avere una seconda vita e può essere riutilizzato per applicazioni nel settore dell’ingegneria civile e ambientale. Lo dimostra il progetto Reucet (Recupero e utilizzo delle ceneri vulcaniche etnee) dell’Università di Catania e finanziato dal ministero dell’Ambiente. Il team di studiosi ha evidenziato infatti che, le ceneri possono andare a sostituire i materiali utilizzati consuetamente e quindi trasformare in un’opportunità quello che è considerato un rifiuto speciale da conferire in discarica.  

Ad oggi le ceneri vengono classificate come rifiuto da conferire in discarica o negli impianti di recupero di inerti, i ricercatori hanno infatti sottolineato di intervenire sulla norma vigente in modo da valorizzare il recupero delle ceneri vulcaniche. 

Le applicazioni delle ceneri vulcaniche

Il riutilizzo del materiale può trovare applicazione per la produzione di intonaci, malte e pannelli isolanti grazie alle proprietà di isolamento termico dovute all’elevata porosità dei prodotti piroclastici. I prodotti ottenuti da questo scarto, presentano proprietà fisico-meccaniche in linea con quelle mostrate dai prodotti ceramici convenzionali. 

Un’altra alternativa potrebbe riguardare il reimpiego, di migliaia di tonnellate di cenere cadute, in edilizia e nelle pavimentazioni stradali. Questo permetterebbe di recuperare non solo le ceneri vulcaniche, ma porterebbe anche a un recupero ambientale e rivalorizzazione di aree degradate.