Dalle alghe ai biocarburanti

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L’Unione Europea spinge verso soluzioni ecologiche e propone l’utilizzo di biocarburante 

La necessità di biocarburanti nasce come causa dell’innalzamento del prezzo del petrolio e della continua diminuzione di approvvigionamento di fonti fossili. Infatti, il petrolio non è solo inquinante e costoso, è anche una fonte energetica in via di esaurimento. 

L’Europa crede nei biocarburanti

Una delle cause del cambiamento climatico è il consumo di energia nel settore dei trasporti, circa il 23% delle emissioni di CO2 deriva dall’utilizzo di combustibili fossili in questo settore. Inoltre, l’aumento del prezzo dei carburanti porta come conseguenza anche l’aumento del costo del trasporto delle merci. Tutto questo genera uno squilibrio ecologico e sociale. 

Secondo l’ultimo rapporto di Bruxelles, i biocarburanti potrebbero tecnicamente sostituire il petrolio e passare in questo modo a un sistema oil free entro il 2050.Una delle soluzioni possibili sono i biocarburanti di origine vegetale, come il biodiesel, il biometano e il bioetanolo.  

La disponibilità delle terre non è infinita

Sebbene i biocarburanti abbiano il vantaggio di provenire da fonti fossili e di non impattare in modo significativo sull’ambiente, dall’altra parte hanno lo svantaggio di richiedere terreni agricoli per la produzione.  

Le terre coltivabili sono sempre le stesse e se queste vengono utilizzate per la produzione di biocarburanti, gli agricoltori di conseguenza tenderanno a ridurre la produzione di beni agroalimentari. Questo potrebbe portare, da un punto di vista economico, all’aumento dei prezzi dei beni alimentari indispensabili per l’alimentazione e la sopravvivenza umana. 

Le alghe sono la soluzione

Le alghe sono organismi con una struttura vegetale, che producono energia chimica per fotosintesi generando ossigeno. Adottare questi organismi per produrre biodiesel ha il vantaggio di non sottrarre spazio all’agricoltura e quindi rendere disponibile terreno e spazio fertile per la produzione di beni di prima necessità. 

L’Università di Berlino T.U. ha messo appunto un processo per coltivare le alghe e successivamente estrarne biocarburante.  

Il processo si sviluppa in più fasi. È previsto un primo periodo di maturazione tramite lampade UV, le quali stimolano la crescita e lo sviluppo delle alghe. Dopodiché le alghe passano alla fase di raffinazione, vengono inserite in vasche cilindriche piene di acqua salata. In questo modo è possibile estrarre una parte grassa che servirà per la produzione di biocarburante e un’ulteriore parte magra che verrà ridotta in farina. 

La novità sorprendete di questo metodo è che l’olio estratto non solo servirà per produrre biodiesel per auto, ma viene utilizzato per alimentare le raffinerie da cui è estratto. Un vero e proprio esempio di economia circolare