Orto di Nemo: agricoltura subacquea

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L’Orto di Nemo è un progetto ecosostenibile promosso dal gruppo Ocean Reef e da Mestel Safety, situato nel mare di Noli in provincia di Savona. Il principale partner scientifico è l’Università di Pisa e il progetto ha avuto inizio nel 2012. 

È completamente autosufficiente, sfrutta le energie rinnovabili del sole e dell’acqua del mare. Nelle serre sottomarine vengono coltivate con tecnica idroponica soprattutto basilico ma anche ortaggi e piante officinali. 
 
Ad Expo 2015 questo progetto è stato oggetto di grande attenzione: il numero sempre crescente di persone che popolano la Terra sta ponendo alla ricerca scientifica diversi interrogativi. I mari rappresentano una riserva d’acqua e di spazio molto ampia e potrebbero diventare una valida alternativa alla carenza di terre coltivabili. 

La tecnica idroponica

Il progetto consiste nel collocare tra i 6 e i 10 metri di profondità (dove arriva ancora la luce del sole) delle biosfere di metacrilato dal volume di 800 litri.  

Queste serre sottomarine sono delle “mongolfiere trasparenti” dove possono crescere, su mensole posizionate all’interno, dalle 65 alle 95 piantine. Riempite di aria, che essendo più leggera si posiziona nella parte superiore spingendo l’acqua sotto, sono strutture ecologiche che non inquinano e non danneggiano il mare.

Si autoalimentano infatti con energia rinnovabile e per quanto riguarda l’irrigazione utilizzano che l’acqua marina che distilla dalle pareti e gocciola sulle piante. 

Si crea quindi un microclima ideale per la crescita delle piante e totalmente autosufficiente: la luce solare favorisce l’evaporazione dell’acqua e scalda l’aria all’interno delle cupole consentendo la condensazione dell’umidità sulle pareti da cui deriva acqua dolce. 

Tutte le biosfere dell’Orto di Nemo sono dotate di un sistema di sorveglianza audio/video.

Un super basilico di qualità

Nel giro di 48 ore i semi cominciano già a germogliare; all’interno della bolla insetti e altri agenti non riescono ad arrivare perché il sistema è autonomo e completamente isolato. 

Dalle analisi è emerso che il basilico coltivato nelle biosfere, a causa della minor luce che riceve, è più ricco di polifenoli, clorofille e carotenoidi. E contiene più metil-eugenolo, sostanza che conferisce l’aroma caratteristico del basilico genovese. 

Il basilico subacqueo coltivato nell’Orto di Nemo dunque è più aromatico e ricco di sostanze antiossidanti rispetto a quello che cresce sulla terraferma. La conferma arriva dall’Università di Pisa, Dipartimenti di Farmacia e Scienze Agrarie, Alimentari e Agroambientali, che ha condotto le analisi sul prodotto. 

L’agricoltura subacquea è il futuro?

Mestel Safety ha già iniziato a sperimentare la coltivazione di insalata, zucchine, pomodori, fragole, piselli ed erbe aromatiche.  

In futuro l’idea è quella di riuscire a produrre su larga scala prodotti genuini che non fanno uso di alcun tipo di pesticida o anti-parassitario (in quanto sotto al mare tali minacce non possono arrivare). 

Questo importante esperimento è da esportare anche in altre realtà per sopperire alle problematiche legate all’agricoltura, sempre più compromessa dai cambiamenti climatici, dall’utilizzo di pesticidi, dall’impoverimento del suolo e dall’eccessivo sfruttamento delle aree coltivabili a discapito delle foreste. 

La sfida ultima sarà quella di produrre alimenti di qualità con questa tecnologia ad un costo che sia competitivo per il mercato alimentare.