Frutta e verdura imperfette: uno spreco inutile

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La lotta agli sprechi alimentari coinvolge anche frutta e verdura imperfette, che non rientrano cioè nei canoni imposti dal mercato. 

Troppo grandi, troppo piccoli, con difetti di forma o sulla buccia, esteticamente non perfetti. 

Questo cibo meno bello, ma buono lo stesso, viene lasciato marcire direttamente nei campi o buttato nella spazzatura quando ci accorgiamo di averlo comprato. 

Uno spreco enorme

In Europa il 21% dello spreco di frutta e verdura, secondo dati FAO, avviene direttamente nei campi. Alimenti che vengono scartati e lasciati sui terreni, utilizzati per fare compost, perché imperfetti. 

E questo significa che 500 milioni di tonnellate di prodotti ortofrutticoli coltivati in Europa non arrivano nemmeno sugli scaffali. 

Le imperfezioni estetiche purtroppo rappresentano ormai una mancata adesione agli standard che l’industria alimentare ha imposto, poi diventate una condizione essenziale per l’accettazione da parte dei consumatori. 

“Brutta” da vedere ma molto buona

Nell’immaginario collettivo quando si tratta di frutta e verdura imperfette si associa il concetto di “brutto” ad una cattiva qualità; niente di più sbagliato! 

Questo perché questi prodotti vengono coltivati senza additivi chimici, senza pesticidi e con metodi biologici molto rigorosi. E questo può riguardare ad esempio il colore, che può essere più opaco poiché la maturazione è stata solo naturale e non incentivata in modo artificiale.  

Oppure, ancora più importante, capita spesso che frutti come mele, mandarini e arance abbiano forme scomposte o siano piuttosto piccole come pezzatura; eppure il sapore è squisito! Purtroppo però si dà molta più importanza alla forma imperfetta, alla pezzatura di piccole dimensioni o ad ammaccature e altri difetti della buccia. 

Esempi virtuosi: qualcosa si muove

In una logica di riduzione dei costi del comparto e di lotta allo spreco, all’estero le catene della GDO hanno avviato diversi progetti. Anche in Italia qualcosa si muove. 

La startup milanese Bella Dentro® acquista direttamente dagli agricoltori lombardi prodotti ortofrutticoli “brutti ma buoni”, mettendoli in vendita o destinandoli in beneficienza per evitarne lo spreco.  

Questi ragazzi hanno iniziato vendendo i prodotti in giro per Milano con un’ape car e in un anno hanno salvato 26 tonnellate di ortofrutta; non solo ora apriranno il primo negozio fisico proprio a Milano ma stanno avviando anche l’eCommerce. 

Altra iniziativa degna di nota è quella promossa da NaturaSi®. In collaborazione con Legambiente ha infatti avviato nei suoi 500 negozi il progetto Cosìpernatura, dedicato ai prodotti ortofrutticoli freschi imperfetti. Oltre al tema “etico” della lotta allo spreco c’è anche un vantaggio economico: su questi prodotti NaturaSì® applica uno sconto che arriva fino al 50% del prezzo praticato sugli stessi prodotti “standard”.