Il valore degli scarti del tonno

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Gli scarti di lavorazione dell’industria conserviera del tonno superano le 450.000 tonnellate/anno. 

Questi sono scarti impropriamente detti poiché tutto ciò che deriva dalla lavorazione del tonno, in realtà, è interamente recuperabile e riutilizzabile; è quello che fa Mare Aperto©, l’esempio più completo di economia circolare

Grazie a tecnologie di biovalorizzazione marina ed estrazione selettiva si riesce a sfruttare il 100% della materia prima, una parte viene utilizzata per l’alimentazione umana e animale mentre, per quanto riguarda tutto ciò che ne deriva dalla prima produzione, viene trasformato in farina e olio di pesce, generalmente indirizzati al settore dell’acquacoltura. 

Il processo di biovalorizzazione prevede 5 passaggi: vediamo quali

Il tonno viene pescato e lavorato innanzitutto rispettando il programma WE SEA, l’insieme di tecniche e strategie di sostenibilità e di rispetto per l’ambiente, a cui fa riferimento Mare Aperto© e la casa madre Jealsa©. 

Il secondo processo è cruciale poiché si tratta dell’estrazione, ovvero della selezione di tutte le parti del tonno che a seconda delle caratteristiche vengono destinate a specifiche lavorazioni per poi essere trasformate in prodotto finale.  

Si arriva così al terzo processo nel quale ci si occupa della concentrazione dei principi attivi, componenti di cosmetici e nutraceutici.  

La sterilizzazione e il packaging sono gli ultimi due processi. 

Perchè gli scarti diventano importanti anche nell’ambito farmaceutico?

L’utilizzo di questi scarti nel settore farmaceutico comprende il 20%, una percentuale molto significativa. 

Ma oltre al recupero e alla riduzione dei rifiuti c’è un ulteriore importante scopo per cui si procede alla valorizzazione: ebbene sì, anche gli scarti del tonno sono ricchi di sostanze importanti per la salute dell’uomo. 

Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi, definiti essenziali poiché l’organismo non è in grado di sintetizzarli autonomamente, perciò la dieta rappresenta sicuramente un fattore fondamentale per poter assumere queste sostanze.  

È importante però evidenziare che non tutte le fonti di Omega 3 rendono effettivamente disponibile le forme biologicamente attive di questa sostanza, il che significa che non avremo comunque il giusto apporto di Omega 3 nonostante un adeguato consumo di pesce nella nostra dieta. 

Proprio per questo motivo risulterà essere importante assumere integratori, ottenuti grazie alla valorizzazione degli scarti del tonno. 

Anche in questo settore le parole chiave sono ZERO WASTE. 

Fonte: https://www.pesceinrete.com/dagli-scarti-del-tonno-ai-cosmetici-cosi-mare-aperto-sfrutta-il-100-delle-materie-prime/