Vivere Minimal: scelta di vita sostenibile

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Compriamo moltissima roba ma non abbiamo problemi a disfarcene per acquistarne altra.

Le nostre vite sono caratterizzate dallo spreco, anche se potremmo servirci solo di quello di cui abbiamo realmente bisogno. Dovremmo chiederci il perché di quello che facciamo, di quello che compriamo e di quanto possono pesare le nostre azioni sulla società e sull’ambiente.

Non esiste una legge per quantificare le necessità di ognuno di noi ma per fare un esempio la FAO sostiene che in Europa, con il cibo buttato, si potrebbero sfamare 200 milioni di persone. I settori dove lo spreco regna sono numerosi, potremmo evitarlo semplicemente eliminando dalle nostre vite tutto quello che è superfluo. 

Il minimalismo è uno strumento attraverso il quale ci si può liberare dagli eccessi delle nostre vite riducendo la concentrazione sui beni materiali, lo stress, il disordine e privilegiare ciò che è veramente importante, trovando felicità, senso di appagamento e dedicarci maggiormente alla soddisfazione personale.

Il minimalismo è la via di uscita dalla cultura consumistica che, soprattutto noi del mondo occidentale, abbiamo creato.

Vivere Minimal, dunque, significa ridurre al massimo gli sprechi e concentrarsi su ciò che essenziale. 

C’è ancora qualcuno che critica chi indossa per più di una volta lo stesso vestito, fenomeno che non passa mai di moda. Per ridurre lo spreco e tenere un armadio sempre libero e ordinato, ad esempio, anziché comprare quattro paia di jeans scadenti all’anno potremmo comprarne due buoni e tenerli per due o tre anni; oppure, perché comprare delle scarpe da indossare per una festa e poi lasciarle lì coperte di polvere perché “ormai le hanno già viste tutti”? 

In questo caso, un modo per liberarci di tutto ciò che è superfluo potrebbe essere quello di riordinare i nostri cassetti, svuotare gli armadi e magari donare oggetti o vestiti che non usiamo più a chi ne ha bisogno. 

Per ridurre lo spreco alimentare potremmo semplicemente programmare i nostri pranzi e le nostre cene settimanalmente, in modo da avere già un’idea di cosa acquistare una volta arrivati al supermercato, il che si traduce in un risparmio di tempo, denaro, occupare meno spazio in cucina e soprattutto buttare meno cibo. 

Ogni volta che state per acquistare qualcosa pensate sempre alla regola 20/20, teoria elaborata da Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus: se ti servono meno di 20 minuti e meno di 20 dollari per comprare quella cosa quando ne avrai bisogno, meglio lasciare perdere.  

Perché il Minimalismo è strettamente collegato alla sostenibilità? Esso potrebbe contribuire alla lotta all’inquinamento: un contributo individuale potrebbe essere quello di utilizzare meno l’automobile, che per quanto piccolo possa sembrare, è molto importante. In una famiglia di quattro persone potrebbe non essere indispensabile avere tre automobili, limitandosi ad utilizzarne soltanto una per lo stretto necessario e per il resto, se possibile, utilizzare magari i mezzi di trasporto pubblico. 

Molto interessante è la filosofia del decluttering, la pratica di liberarsi degli oggetti vecchi o inutili. Dovremmo dare maggiore importanza ad ogni tipo di spazio, fisico, mentale e perché no, anche digitale, intendere il decluttering come un’opportunità per disfarci di tutto quello che è superfluo, per fare ordine negli spazi in cui viviamo e nella nostra vita stessa. 

Un’altra regola di Joshua Millburn e Ryan Nicodemus è quella del 90/90: se non hai usato una cosa negli ultimi tre mesi, prendila in mano e chiediti se la userei nei prossimi tre. Se la risposta è no donala a qualcun altro o gettala via. 

Per essere felici e vivere in maniera sostenibile possiamo quindi pensare al Minimalismo non come scelta estrema, ma come filosofia di vita che può rendere felici noi e tutti quelli che ci stanno intorno.