Lo studio LCA

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L’approccio di tipo “ciclo di vita” ai problemi ambientali, che possiamo definire come il “Life Cycle Thinking”, ha origini alla fine degli anni ’60. Per la prima volta si ipotizzava di migliorare le prestazioni energetiche e ambientali di un sistema industriale analizzando l’intera filiera produttiva, invece di concentrare l’attenzione sui singoli componenti dei processi produttivi. 

Ai primi anni ’70 risalgono i primi esempi applicativi da parte della Coca Cola Company® e Mobil Chemical Company®. 

A metà degli anni ’90 in Italia il concetto di analisi del ciclo di vita era ancora poco diffuso e solo alcuni grandi aziende (Telecom®, Fiat®, Italtel®, Siemens®, Pirelli®, Barilla®) avevano cominciato a svolgere ricerche per la valutazione del carico energetico e ambientale dei propri processi. 

Nel lontano 1994 la Fiat® è stata fra le prime aziende in Europa a sperimentare applicazioni LCA nel proprio settore. Lo studio riguardava la produzione e l’utilizzo di basamenti motore in alluminio e ghisa. Poi in ordine Telecom® 1996, Granarolo® 1999 e 2005 con il packaging, Barilla 2003® con il carbon management. 

Oggi la metodologia LCA si sta affermando come fondamentale strumento di calcolo del carico ambientale dei sistemi produttivi. La Commissione Europea considera la LCA come unico strumento in grado di fornire una base scientifica per comprendere il carico ambientale di prodotti e processi in ottica complessiva. 

Lo studio LCA è quindi uno strumento utile per valutare la sostenibilità ambientale dei processi produttivi, dei servizi e delle attività. Fornisce un supporto alle aziende in fase decisionale, perché identifica quali parti del processo produttivo presentano delle criticità dal punto di vista ambientale.  

L’obiettivo principale è identificare l’impatto ambientale di un prodotto attraverso tutto il ciclo di vita, dall’estrazione delle risorse fino allo smaltimento del prodotto finito (approccio dalla culla alla tomba).  

Lo studio LCA può essere effettuato da industrie, aziende, enti pubblici di vario livello e può essere considerato una guida per il miglioramento dei prodotti esistenti e per la creazione di nuovi. Inoltre, i risultati LCA possono essere utilizzati per confrontare prodotti simili oppure diversi, ma con la stessa funzione. Questa metodologia viene utilizzata anche per richiedere certificazioni ambientali e per comunicare la prestazione ambientale del prodotto. 

L’LCA rappresenta sia un supporto fondamentale per lo sviluppo di schemi di Etichettatura Ambientale, ma viene usato anche come principale strumento per ottenere un EPD (Environmental Product Declaration) del prodotto. 

Al termine dell’analisi LCA, viene fornito il valore di impronta ambientale di un prodotto o servizio, secondo diverse “categorie di impatto”.  Una delle categorie di impatto considerate è la Carboon FootPrint, ovvero l’aumento dell’effetto serra antropogenico (Global Warming Potential), misurato sulla base della quantità di emissioni di CO2 equivalenti in atmosfera. Altre categorie di impatto sono rappresentate dagli usi idrici, del suolo ed energetici.