Vertical Farming: agricoltura innovativa

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Una delle nuove frontiere dell’agricoltura sostenibile è rappresentata dalle vertical farms, ovvero agricoltura che si sviluppa in verticale in spazi ridotti e in condizioni climatiche controllate.  

Questo nuovo e innovativo sistema di coltivazione consente la gestione ottimale delle fonti energetiche e l’azzeramento dell’utilizzo di prodotti antiparassitari.  

E’ un perfetto esempio di economia circolare in quanto è possibile dare nuova vita a vecchi edifici, magazzini, capannoni ormai dismessi che possono diventare i luoghi ideali per una produzione agricola controllata e con un occhio di riguardo al risparmio energetico e all’ambiente. 

Bisogna puntualizzare che il vertical farming non è adatto a qualunque tipologia di coltivazione: è necessario che le colture in questione siano di bassa taglia e a ciclo breve. Ovviamente non si tratta di una soluzione che mira a sostituirsi all’agricoltura tradizionale, ma il vertical farming può essere sfruttato per le colture con queste caratteristiche al fine di ottimizzarne la produzione anche e soprattutto in termini di qualità

Esistono diverse categorie di vertical farms classificate in base alle dimensioni: 

Microimpianti (impianti domestici): molto diffusi e spesso autocostruiti a livello hobbistico, hanno un costo contenuto; 

Piccoli impianti: utilizzati per condurre dei test in fase di startup per gli impianti di grandi dimensioni, la produzione è comunque limitata; 

Impianti medi: realizzati spesso all’interno di edifici altrimenti inutilizzati, sono le strutture di partenza utilizzate dalle aziende agricole che hanno intenzione di investire nel settore; 

Grandi impianti: vere e proprie vertical farms destinate a grandi produzioni automatizzate ed intensive. 

Nel nostro paese il fenomeno è in lenta crescita ma si stima che entro 10 anni il settore potrà valere fino a 20 miliardi di euro a livello mondiale.