Car Sharing: esempio di economia circolare

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Uno degli esempi più immediati e facilmente riscontrabili di economia circolare è il car sharing. 

In cosa consiste? E’ un servizio di mobilità urbana che permette agli utenti di utilizzare un veicolo (non di sua proprietà) su prenotazione noleggiandolo per un certo periodo di tempo e pagando in ragione dell’utilizzo effettuato.

E’ stato stimato che un’auto di proprietà viene usata per circa il 4% del suo tempo-vita. Le auto e scooter condivise da servizi come Enjoy®, ZigZag®, Car2Go® invece vengono usate per oltre il 45% del loro tempo vita garantendo un utilizzo ottimizzato dei veicoli stessi limitandone il numero effettivamente circolante, con un impatto ambientale (meno auto in circolazione) e ovviamente economico per l’utilizzatore (ridotte le spese vive dell’auto quali bollo, assicurazione, gasolio e manutenzione in quanto si paga solo per l’effettivo utilizzo). 

I vantaggi di questo servizio dunque sono molteplici: 

– Utilizzo più razionale dei veicoli: un cambiamento necessario che deve essere ragionato, deve avvenire con i tempi giusti per evitare che la corsa al sostenibile generi più danni che benefici; 

– Diminuzione del traffico localizzato: ridurre i posti auto nelle aree urbane più densamente popolate, poiché gli automobilisti tenderanno a recarcisi in auto se gli è data la possibilità di parcheggiare facilmente. Con il car sharing si può ulteriormente ridurre il numero di auto che congestionano le zone urbane; 

– Riduzione del numero di auto pro capite: evitare di possedere un’auto per persona incentivando alla condivisione sugli spostamenti abituali. L’obiettivo è favorire l’uso del mezzo, quando necessario, piuttosto che il possesso; 

– Incremento nell’utilizzo di mezzi pubblici: incentivare i cittadini a spostarsi con mezzi pubblici grazie a piani di trasporto pubblico locale capillare ed efficiente; 

– Costi suddivisi tra più utenti: le spese sono ridotte in quanto si paga per il solo utilizzo effettivo, in più queste sono suddivise con gli altri utenti che usufruiscono del servizio; 

– Minimizzazione degli spazi occupati: meno auto in circolazione significa anche meno parcheggi selvaggi in ogni punto delle nostre città e più spazio a disposizione ad esempio per aree verdi invece che posti auto; 

– Minore inquinamento atmosferico e acustico: idrocarburi incombusti, ossidi di azoto, anidride solforosa, polveri. Senza dimenticare l’impatto acustico generato da una grande mole di traffico; 

– Riduzione delle emissioni di CO2: ogni pneumatico di una vettura libera fino a 150g di anidride carbonica per ogni km percorso per cui è fondamentale ridurre al più presto il numero di veicoli marcianti in tutto il mondo. 

Fonte: Luciana Maci, “Sharing mobility, il significato del nuovo modo di muoversi in condivisione”, 11 settembre 2020, Economy Up, https://www.economyup.it/automotive/car-sharing/sharing-mobility-il-significato-del-nuovo-modo-di-muoversi-in-condivisione/