Il boom dell’e-commerce alimentare

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Con l’emergenza scaturita dal covid-19 e dai conseguenti lockdown imposti per limitarne la diffusione è emerso che gli italiani hanno speso nel 2020 ben 2,5 miliardi di euro per gli acquisti online del settore food/grocery. Il dato è stato rilevato dagli studi condotti dall’Osservatorio eCommerce B2C in collaborazione con Netcomm. 

Ben l’87% di questa spesa pari a 2,149 miliardi di euro è stata riservata ai beni alimentari, rappresentata da: prodotti da supermercato con 854 milioni di euro, food delivery con 706 e prodotti enogastronomici per 589 milioni di euro. 

Le numerose richieste hanno fatto si che gli attori dell’e-commerce alimentare si adeguassero in tempi brevi. Da un lato c’è chi era già presente con il proprio mercato digitale che ha dovuto adeguare la propria logistica e i relativi canali di distribuzione, dall’altro c’è chi si è avvicinato per la prima volta al mondo e-commerce accelerando i processi di digitalizzazione sfruttando i tanti mezzi a disposizione (dal semplice ordine tramite WhatsApp® con consegna a domicilio fino alla collaborazione con le grandi piattaforme di food delivery).  

Si stima che questo processo abbia prodotto 2 milioni di nuovi utenti abituali che continueranno a fare spesa online per riempire la propria dispensa. Non solo: nel 2020 si è raggiunta la totale copertura a livello delle singole province con almeno un servizio di food delivery, mentre prendendo in esame i singoli comuni il dato è pari al 16%. Tra questi è interessante notare come tutti i comuni italiani con almeno 50.000 abitanti sono coperti da almeno un servizio di food delivery; è il segno che il trend è in continua ascesa e che gli operatori del settore stanno mettendo in campo strategie per attivare nuovi servizi anche nelle aree meno densamente popolate. 

Fonte: “Dossier Food Delivery”, Il Sole 24 Ore, https://www.ilsole24ore.com/dossier/delivery-food-ACzygzP