Allevamenti intensivi europei

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Secondo il rapporto pubblicato lo scorso settembre da Greenpeace gli allevamenti intensivi europei emettono l’equivalente di 502 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

Se consideriamo anche le emissioni indirette di gas serra (produzione di mangimi, deforestazione) queste arriverebbero a toccare le 704 milioni di tonnellate di CO2. Una cifra talmente esorbitante da superare le 655,9 tonnellate prodotte da tutti i veicoli circolanti nell’UE. La notizia sconvolgente è dunque che in Europa l’inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi è maggiore di tutto quello causato dai trasporti. 

Oltre alle emissioni di CO2 un altro aspetto rilevante e preoccupante allo stesso tempo riguarda lo smaltimento di quantità elevate di liquami (reflui zootecnici) che sono ricchi di ammoniaca e nitrati; solo una piccola percentuale dell’azoto contenuto nei liquami raggiunge le radici delle piante, la gran parte si disperde nell’aria sotto forma di ammoniaca o nelle acque sotto forma di nitrati. 

Fonte: “Foraggiare la crisi. In che modo la zootecnia europea alimenta l’emergenza climatica”, 24 settembre 2020, Greenpeace,  https://www.greenpeace.org/italy/rapporto/12417/foraggiare-la-crisi-in-che-modo-la-zootecnia-europea-alimenta-lemergenza-climatica/