Dell’uva non si butta via niente

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L’Italia ancora una volta si posiziona al primo posto con una media di 45 milioni di hl di vino prodotti nel 2020.  

Come in ogni settore anche in quello vinicolo troviamo, al termine della produzione, una grande quantità di scarti che diventano indubbiamente materie prime seconde

Nell’uva sono presenti diversi polifenoli tra cui il resveratrolo, presente solo nella buccia. La sua quantità dipende dai diversi tipi di cultivar, dalla posizione geografica e dall’esposizione fungina, dal momento che le infestazioni sono più comuni nei climi freddi e le varietà di uva che crescono in questi climi hanno un maggiore contenuto in resveratrolo. 

Affinché ci sia una concentrazione elevata di resveratrolo anche nel vino, la durata della fermentazione è un fattore determinante, poiché è il periodo di tempo in cui il mosto resta a contatto con la buccia dell’uva la quale rilascia i suoi polifenoli. I vini bianchi e rosè generalmente contengono meno resveratrolo dei vini rossi.  

Questo polifenolo appartenente alla classe degli stilbeni, è prodotto anche da altri frutti come i mirtilli e i frutti di bosco, generalmente in risposta a situazioni di stress e alle radiazioni UV. Per le sue eccellenti proprietà antinfiammatorie e antiossidanti lo ritroviamo in diversi integratori: esso risulta protettivo per i vasi sanguigni ed è in grado di stimolare processi coinvolti nella regolazione del ciclo cellulare e nella riparazione del DNA. 

È stato dimostrato in vitro che il resveratrolo presenta alcuni effetti cardioprotettivi: 

– l’inibizione dell’aggregazione piastrinica; 

– promozione della vasodilatazione; 

– inibizione degli enzimi infiammatori. 

È facile dedurre che il concetto di valorizzazione degli scarti di produzione è applicabile anche in questo settore. Un esempio è dato dall’azienda Accadermica Srl© che, non solo ha dato una seconda vita alle vinacce, ma l’ha fatto anche in modo sostenibile. La differenza risiede, infatti, nella scelta di processi produttivi a basso impatto ambientale, come l’utilizzo della metodica MHG in cui vengono sfruttate le microonde. Inoltre, questo processo si definisce solvent free, poiché il solvente di estrazione è la stessa acqua presente nella matrice. Al termine di questo processo di recupero si ottiene quella che il team di Accadermica© chiama acqua essenziale, protagonista della linea di cosmetici dedicati all’idratazione e all’antiaging del viso.  

Il residuo secco derivante dalla disidratazione della matrice trova ancora un altro impiego, diventando un combustibile per energia pulita.  

Questo è il motivo per cui non solo l’uva è la protagonista di pregevoli vini, ma anche di integratori e cosmetici. Non ci resta che prenderci cura di noi e del nostro pianeta, e perché no, goderci anche un buon calice di vino.