Plastiche sintetiche e bioplastiche

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Nei prodotti dove non è indispensabile l’utilizzo della plastica sintetica l’alternativa verde è rappresentata dalle bioplastiche. 

Il prefisso “bio” posto prima della parola “plastica” o della parola “polimero” indica l’origine rinnovabile delle materie prime. Esistono biopolimeri di sintesi e biopolimeri naturali, sono entrambi prodotti che hanno leggerezza e resistenza simile alle plastiche sintetiche e questo permette loro di poterle impiegare negli usi più comuni come ad esempio vaschette, posate monouso, imballaggi etc. 

Le plastiche tradizionali derivano da un sottoprodotto del processo di lavorazione del petrolio greggio e se gettate nell’ambiente impiegano diversi secoli prima di decomporsi, una bottiglia di plastica ad esempio necessita di 400 anni per decomporsi. Al contrario le bioplastiche hanno un grande vantaggio in quanto si dissolvono nell’ambiente in 4-5 anni e per lo più senza lasciare sostanze inquinanti nell’ambiente.  

Esistono in commercio diverse bioplastiche a base di amido di mais, patate, barbabietole, cellulosa, tutte hanno in comune l’essere biodegradabili ed essere prodotti a basso impatto ambientale.