L’inquinamento da pesticidi

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Vi piacerebbe trovare un ospite nel peperone o tra le foglie di un’insalata? No, sarebbe sicuramente un ospite indesiderato. Una soluzione c’è e si chiama pesticida, peccato che non sia molto salutare. 

I pesticidi sono delle sostanze chimiche che permettono di allontanare o distruggere qualsiasi avversità in grado di influenzare negativamente la crescita delle piante e dei suoi frutti. L’uso di questi pesticidi presenta indubbiamente dei vantaggi per l’agricoltore in quanto si ottiene una produzione più efficiente. Il consumatore sarà altrettanto soddisfatto nel vedere il reparto ortofrutta pieno di colori vivaci e di forme perfette. 

L’Italia non molto tempo fa era il primo paese europeo a fare un grande uso di pesticidi, solo negli ultimi anni ha cominciato a considerare la riduzione dell’impiego di queste sostanze. Nel corso di studi tossicologici è emerso che i pesticidi per le loro caratteristiche chimico-fisiche sono molto persistenti nell’ambiente e rimangono nell’aria, nelle acque e nel terreno per molto tempo per via della loro lenta degradazione. Questo a lungo andare porta all’infertilità del suolo con un netto calo della produzione. 

Le persone più a rischio di manifestare effetti tossici in acuto o in cronico, sono sicuramente gli agricoltori trovandosi a diretto contatto con le sostanze nebulizzate nell’ambiente ma la tossicità non è esclusa nelle persone che consumano alimenti trattati con pesticidi, perché la lenta degradazione, o meglio, la lenta metabolizzazione, si verifica anche a livello dell’organismo e questo determina la biomagnificazione ovvero l’accumulo negli organismi viventi.  

L’agricoltura biologica è la vera soluzione per preservare l’ambiente e la sicurezza dell’uomo.