Dall’Economia Lineare all’Economia Circolare

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Uno dei detti più celebri della tradizione eno-gastronomica recita “del maiale non si butta via niente”. È un modo di dire nato in un’epoca in cui, i temi di riduzione degli sprechi e di sostenibilità ambientale erano totalmente sconosciuti. Eppure, il concetto non è lontano da quello che oggi chiamiamo Economia Circolare. Del maiale si usa ogni sua parte, perfino il sangue, riducendo così al minimo gli sprechi alimentari. 

Ebbene sì, è proprio questo un esempio di Economia Circolare. Ma andiamo per gradi. Perché nasce questo termine? Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un modello economico di tipo lineare, il quale si basa sul concetto “prendi-produci-smaltisci”: le materie prime una volta estratte, vengono trasformate in un prodotto, il quale dopo l’utilizzo verrà smaltito. Tutto ciò si è dimostrato però insostenibile a lungo periodo per 3 motivi: 

– Scarsità delle materie prime; 

– Inquinamento; 

– Produzione di rifiuti. 

È stato quindi indispensabile un cambio di rotta, ecco che l’economia circolare ha preso il sopravvento proponendo l’approccio delle 3R:  

– Ridurre; 

Riutilizzare

– Riciclare. 

Cosa significa?  Ridurre l’utilizzo di materie prime e l’impatto ambientale, riusare i prodotti e riciclare gli scarti non utilizzabili.  Questo è il goal 12 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.